Ott 1, 2014
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L’ardaturanismo è camminare sorridendo quando gli altri corrono in modo teso. E in più, arrivare prima.

Arda è il vero simbolo dell’Atletico di Diego Simeone. «È un giocatore che alla sua naturale genialità, alla sua enorme qualità, ha saputo sommare la capacità di sacrificio senza cui non si può giocare in questa squadra» analizza Rodríguez Garrido. «In questo senso è un simbolo perché i compagni lo vedono correre e pensano: “Se lo fa questo che ha tanta classe, come posso non farlo io?”». Così, non era difficile diventare un idolo del Calderón.

(Fonte: rivistastudio.com)

Ott 1, 2014
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Un contribuente è uno che lavora per lo Stato, ma senza aver vinto un concorso pubblico.
Ronald Reagan
Ott 1, 2014
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(…) quando chiedono al sindaco se abbia mai fatto uso di droghe, Marino, candidamente, risponde: «Sono fortemente attirato da qualunque sostanza stupefacente ma non ne ho mai utilizzata nessuna perché ho paura da un punto di vista medico: penso che possano fare male». (…) E tira fuori i Rolling Stones, che a fine giugno suonarono al Circo Massimo: «Mi sono molto interrogato — dice Marino — quando li abbiamo avuti qui in città. Perché vedere questi signori che dicono di aver utilizzato qualcosa in passato, e vedere il batterista che ha quasi 75 anni, andare avanti per due ore e mezzo, senza interruzione, con un’energia fisica incredibile, diventa poi difficile spiegare ai tuoi figli che non le devono prendere».
Frasi stupefacenti, la droga è morte e sofferenza, non genio.

(Fonte: dagospia.com)

Ott 1, 2014
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Crisi, il Ministero dell’Economia avverte: il mattino in bocca non ha più niente.
(via dovetosanoleaquile)
Ott 1, 2014
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Due casi spiegano – meglio di qualsiasi convegno – come stiamo messi (male). Il signor Enrico Sganzerla, commercialista 42 enne, lo scorso 12 aprile ha inseguito la sua ex Laura Roveri, insegnante di yoga e pilates venticinquenne, l’ha raggiunta a cena in un locale (il Victory di Vicenza) e l’ha accoltellata sedici volte. Le telecamere del ristorante, per fortuna, hanno filmato il tutto. Un custode ha chiamato un’ambulanza in tempo, prima che Laura finisse dissanguata (uno dei colpi le ha tagliato la gola a un millimetro dalla carotide). Tutto filmato, tutto registrato, le minacce di morte inviate per giorni via sms. Tutto chiaro, tutto documentato. In ospedale, Laura ha subito un ictus e ha rischiato di nuovo di morire per l’esplosione di un’arteria. Dopo una lunghissima convalescenza, dichiara di avere perso la sensibilità in corrispondenza delle cicatrici, in testa e sul corpo. Un danno, per chi come lei lavora con il fisico, perfetto. Ora vive sotto scorta: il comandante dei carabinieri le ha imposto una tutela. Il suo aggressore, dopo una brevissima permanenza in carcere, è stato in terapia per tre mesi ed è attualmente ai domiciliari in casa sua, una villetta comunicante con quella della sorella. Laura ha molta paura, è venuta in tv a chiedere disperatamente aiuto. Il suo ex poteva diventare il suo assassino e per la giustizia italiana “si è reso conto del gesto compiuto” dopo qualche settimana di terapia psicologica. Sta beato a casetta, accudito da una mamma micidiale, una che quando vede le telecamere inveisce contro le donne, “tutte puttane”.

Fabrizio Corona, figlio del grandissimo giornalista Vittorio, fotografo amato da uomini e donne, ragazzaccio protagonista di cronache rosa, violazioni del codice della strada, lanciatore di euri falsi e altre follie varie, sta scontando nove anni di carcere duro (secondo il Fatto di ieri “è trattato peggio dei boss del 41 bis”) per avere venduto delle fotografie al calciatore David Trezeguet. Il reato principale contestato a Corona: estorsione aggravata. Avrebbe, dunque, minacciato il giocatore per avere i soldi pattuiti in cambio del servizio in cui veniva beccato con una ragazza che non era sua moglie. Per Trezeguet, invece, si sarebbe trattato di uno scambio normale, quasi un patto fra gentiluomini. Intanto, mentre il commercialista che ha cercato di uccidere la sua ex mangia la minestrina a casa, Fabrizio Corona perde chili e si sta ammalando. Come si fa a parlare di giustizia? Come si possono invitare le donne a denunciare i loro molestatori se poi quando – per una caso fortuito – esiste il film delle tue sevizie e non basta neanche quello per imporre una pena severa? Un paese allo sbando produce due storie così. Ma per qualcuno il problema sono le ferie dei magistrati e degli avvocati.

(Fonte: ilfoglio.it)

Ott 1, 2014
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“Che abbia abbandonato la magistratura si rivela oggi, alla luce delle cose che dice, una fortuna per la giustizia anche se ha comportato una disgrazia per la nostra città”. Così ieri il commento di prima pagina del Mattino di Napoli, firmato da Massimo Adinolfi, metteva, nel modo più impietoso ma perfettamente aderente ai fatti, la parola fine all’epopea dell’ex pm De Magistris. Resta il fatto che su concetti del genere si sarebbe potuto ragionevolmente convenire quando ancora il personaggio indossava la toga. Sicuramente quando la smise per sostituirla con una bandana arancione da ridicolo Masaniello. Ora la sua parabola è compiuta come pure quella di altri personaggi a lui simili come Di Pietro o Ingroia. Malgrado queste evidenze, il clima non è cambiato nel nostro paese, nuovi personaggi di questo tipo già si propongono, altri probabilmente si preparano, sostenuti dallo stesso blocco mediatico-giudiziario-politico che regge da più di 20 anni. Eppure certe parabole ricordano quella del senatore Joseph McCarthy, che fra l’altro assomigliava fisicamente un po’ a Di Pietro. Fu inquisitore politico, sostenuto da una ventata populistica e anti palazzo, padrone del campo per alcuni anni, sei o sette, ma finì tutto di colpo. Bastò una commissione d’inchiesta del Senato e un presidente, Eisenhower, che non sostenne il senatore, che pure era del suo partito. Del resto aveva l’autorevolezza per permetterselo. Aveva vinto la Seconda guerra mondiale, mica “La ruota della fortuna”.

(Fonte: ilfoglio.it)

Ott 1, 2014
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Dispiace ammetterlo, ma ieri l’intervento decisivo è stato quello di Veltroni: “Vi dichiaro marito e moglie”.
Francesco Cundari

(Fonte: twitter.com)

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